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Sabato 14 Febbraio una nostra delegazione è stata a Piacenza per la manifestazione “Sorgente del Vino Live 2015“, mostra dei vini naturali, di tradizione e territorio. Giunta alla 7a edizione, erano presenti 150 vignaioli con 800 vini da assaggiare ed acquistare. Aziende famose a fianco di giovani che hanno voglia di avere le mani sporche di terra e vinaccie. Aziende naturali in vigna e cantina (tante) e altre (poche) che alla vinificazione naturale si stanno avvicinando. Ecco un rapido resoconto delle degustazioni più interessanti che abbiamo fatto.

Non entreremo troppo nello specifico degli assaggi, preferiamo descrivere il percorso fatto dai nostri degustatori, soffermandoci solo sui produttori che ci hanno più colpito.

Champagne: abbiamo cominciato assaggiando qualche Champagne. Tre erano le aziende presenti. I vini di Olivier Horiot non ci hanno stupito particolarmente. Ci sono sembrati schietti e piuttosto semplici, senza tanta ricercatezza. Comunque di buona beva e sapidità. Poi abbiamo provato quelli di Christophe Mignon. Sono risultati i nostri preferiti. Prima un Blanc de Blancs da uve 100% Chardonnay e 30 mesi di rifermentazione e poi un Blanc de Noirs da uve 100% Pinot Meunier e 24 mesi di permanenza sui lieviti. Entrambe le etichette con le proprie peculiarità date dal vitigno. Vini molto fini ed eleganti sia a naso che al palato con tanta sapidità e una lunga persistenza. Siamo poi arrivati a Charlot Tannex, produttore biodinamico che in cantina, per l’invecchiamento usa solo botti, niente acciaio o vetroresina. Legno di rovere o di quercia, con preferenza per quest’ultima, già usato almeno per tre anni nel Bordolaise o in Bourgogne, in modo che non rilasci più i tannini nel suo vino. Sia il brut che il rosè che abbiamo provato qui, non ci hanno entusiasmato. Vini dai sentori e dal gusto piuttosto elaborati che secondo noi vanno a gusti. A noi sembravano troppo “creati”, ma noi non siamo grandi esperti di questa tipologia di bollicine. Il rosè aveva un profumo di lamponi incredibile!

Domaine Brand & Fils: cantina dell’Alsazia dove abbiamo assaggiato una bella selezione di etichette. Prezzi molto onesti per questi vini, tutti dotati di grande freschezza e mineralità. Dal più semplice Kefferberg Pinot Gris, fatto senza macerazione. Al profumato e varietale, dal corpo abbastanza esile Muscat Viellies Vignes. Per poi passare dal mineralissimo e persistente Keffemberg Riesling e poi il simile, ma con struttura più consistente, Keffenberg Riesling Late Harvest. Il nostro preferito è risultato l’ultimo assaggio, il Keffenberg Gewurztraminer Late Harvest, ottenuto con una breve Macerazione. Vino dal colore buccia di cipolla, molto profumato e di grande beva.

Gulfi: una stupenda realtà che non conoscevamo. Vini con una tale freschezza, che non ti aspetteresti provengano dalla caldissima Sicilia. Qui abbiamo assaggiato cinque ottimi vini. Prima il Cerasuolo di Vittoria. Affinamento in acciaio. Buono! Tanta frutta su sfondo speziato. Buon corpo, morbido e fresco con tannini fini. Poi siamo passati a due Nero d’Avola. Il Nerojbleo, che fa un anno in legno (barrique e tonneaux), è fruttato e minerale, con ricordi erbacei. Al palato ha una bella struttura, grande freschezza e tannino ben integrato. Il Nerobaronj invece ne fa due di anni in legno ed è molto più complesso. Fruttato e floreale, speziato e balsamico. Ha un gusto pieno, abbastanza morbido con un tannino più deciso del Nerojbleo, ma comunque ben integrato e la solita vena di grande freschezza. Lunga la persistenza. Poi siamo passati al Reseca, vino dell’Etna prodotto da uve Nerello Mascalese. Grande finezza ed eleganza sia nei profumi che nel gusto. Un signor vino! Per ultimo è stato lasciato un bianco, il Carjicanti, che incredibilmente è perfetto per pulire la bocca dopo aver degustato i vini rossi. Ottenuto quasi esclusivamente da uve Carricante è molto intenso e profumato, così come è molto intenso e persistente al palato. Fresco e di grande beva. Affinamento sia in acciaio che in legno.

Menti Giovanni: interessante cantina biologica e biodinamica di Gambellara che coltiva uve autoctone: Garganega e Durella. Iniziamo dal Roncaie sui Lieviti 2013. Ottenuto da uve Garganega in purezza. Per ottenere questo vino, dopo un periodo di affinamento sui lieviti in vasca, viene aggiunto di mosto di Albina (uva garganega passita) il quale inizia una nuova fermentazione in tutta la massa con lieviti e zuccheri naturali. Imbottigliamento senza solfiti. Le fecce restano in bottiglia. Particolare e molto profumato. Fresco e beverino. Con uve Durella in purezza si ottiene Omomorto 2013. Ha intensi profumi floreali, e grande beva. Fresco e sapido. Buono è anche il bianco fermo il Paiele 2012, sempre 100% Garganega. Ha bei profumi, soprattutto fiori e frutti freschi. In bocca è succoso e sapido, con corpo abbastanza snello e buona persistenza. Poi abbiamo assaggiato i famosi “Orange wine” i vini arancio, entrambi da uve Garganega. Prima il Monte del Cuca 2011. Il colore arancio è dato dalla permanenza delle bucce durante la fermentazione. Un vino che non ti aspetteresti. Ha profumi molto particolari, per noi difficili da descrivere. Frutta stramatura macerata, spezie e tanta mineralità. Anche in bocca è molto particolare, ma estremamente piacevole. Un misto di sensazioni che si equilibrano bene e invogliano a berne un altro sorso. Per ultimo il passito Albina 2008. Che profumi! Frutta candita, miele e spezie. Mineralità che torna bene anche al palato. Grande freschezza e persistenza con finale ammandorlato.

Etnella – Soc. Agr. Presa: cantina situata sule pendici dell’Etna. Qui abbiamo assagiato il Notti Stellate, un Nerello Mascalese in purezza con una macerazione piuttosto breve. Ha profumi intensi fruttati, soprattutto di lamponi, con note floreali e speziate a seguire. Al palato è armonico e di buona beva con una struttura abbastanza esile. Il secondo e ottimo vino è l’Etna Rosso Kaos, ottenuto da un 85% di Nerello Mascalese e 15% di Nerello Cappuccio. Grande esponente dei vini dell’Etna. Vino di grande struttura e molto fine. Profumi floreali e fruttati con mineralità di fondo. Al palato grande armonia con un bel ritorno sapido e fruttato. Ottima la persistenza.

Giuseppe Sedilesu: abbiamo conosciuto Francesco Sedilesu, figlio di Giuseppe, il titolare di questa bella azienda sarda. Qui si lavora quasi esclusivamente Cannonau in regime biologico. Anche la cantina, a conduzione familiare e di nuova costruzione, ha certificazione di edilizia biologica. Abbiamo assaggiato quattro etichette, tutti Cannonau di Mamoiada in purezza. Partendo dal più giovane e fresco S’Annada, ottenuto dai vigneti più giovane, profuma di frutta e erbe aromatiche ed ha buona beva con un buon equilibrio. Per secondo il Mamuthone, il vino simbolo e il più prodotto da questa cantina. Ha aromi abbastanza complessi e caldi di frutta surmatura, quasi marmellata, poi erbe aromatiche e sfumature speziate. Al palato entra bello morbido con un corpo sostenuto e piacevole. Buona la persistenza. Terzo vino assaggiato è il Carnevale, il più “moderno” dei Cannonau assaggiati, infatti è l’unico che affina in Barrique (20% nuove). A naso è fitto di frutta e spezie, con ricordi minerali. Al palato entra intenso e abbastanza equilibrato, forse con un tannino ancora un po’ ruvido, ma resta un buon vino strutturato e persistente. Per ultimo abbiamo assaggiato il Ballu Tundu, una riserva ottenuta da un vigneto che ha più di 100 anni! Profumi di liquerizia e marmellata di prugne, spezie e note balsamiche mentolate e di eucalipto. In bocca ha grande armonia e struttura. Tannini potenti ben bilanciati da un grande vena di freschezza e un tenore alcolico non da poco (15,5%). Sapido e persistente.

Chateau Pascaud Villefranche: cantina biodinamica che produce Sauternes di buona qualità ad un prezzo accessibile. Abbiamo assaggiato due Sauternes, 2009 e 2006. Quest’ultimo lo abbiamo preferito, più complesso e persistente, figlio di un’ottima annata. Tipici sentori da vini muffati con profumi di zafferano su tutto, poi frutta disidratata e sfumature speziate. Al palato hanno buona intensità e piacevolezza con una lunga persistenza. Abbiamo comprato anche una bottiglia del 1989! Appena lo degusteremo lo recensiremo qua sul nostro blog.

Sorgente del Vino Live è una manifestazione interessante e imperdibile per gli enoappassionati. Un luogo dove conoscere direttamente i produttori di vino, con la possibilità di acquistare bottiglie in loco. I vini naturali, tradizionali e con l’aggiunta di pochi (o zero) solfiti stanno avendo sempre più risalto nell’interesse del mercato del vino e la grande affluenza che c’è stata a questa manifestazione ne è la dimostrazione.

Sorgente del vino Live 2015 a Piacenza on aprile 4, 2015 rated 4.0 of 5
ultima modifica: 2015-04-04T12:15:03+00:00

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