Un vino aristocratico è un vino blu?
maggio 15, 2016

Piccoli produttori o Grandi produttori di Fama?

Questo è un dilemma che chi ama i vini affronta spesso nella vita… Vediamo di fare chiarezza e di esporre cosa ne pensiamo noi data la lunga esperienza e le numerose situazioni nelle quali ci siamo trovati.

Per prima cosa c’è da dire che non esiste una risposta certa, l’unica cosa che possiamo dire è che non è sempre vero che nel piccolo ed artigianale si nasconda la qualità. Purtroppo si nascondono anche insidie dovute al fatto, più che comprensibile, che economicamente un produttore di nicchia potrebbe far fatica a fronteggiare certe sfide o certe annate storte. Quello che di solito succede è che il piccolo può produrre delle vere chicche di eccellenza, ma quando l’annata non è poi così brillante non ha la forza economica di “buttare” via la produzione. Premesso che non si butta nulla, ma al massimo si rivende per fare vino sfuso (guadagnando molto meno però). Questo discorso vale anche per botti che pur in annata buona non son particolarmente eccelse o per il rimanente di precedenti annate.
Non vogliamo offendere nessuno, ma quello che vogliamo dire è che il piccolo a volte non può economicamente affrontare scelte difficili e quindi imbottiglia comunque partite che dovrebbero finire nel tombino, il grande a volte lo fa ma può anche permettersi di non farlo con più leggerezza. Provate ad immaginare di avere 30000 euro di vino in una grande botte, che non è buono come quello della botte vicina per vari fattori, cosa fate? buttate via 30000 euro??? Questa è la verità economica e disillusa dei fatti, si parla pur sempre di commercio.
Il grande produttore, che non vuol dire per forza che faccia milioni di bottiglie, ma che ha la forza economica può decidere diversamente. Per una produzione importante in termini di prezzo e numerico il nome e la fama sono tutto. Purtroppo anche i grandi hanno dei difetti, da cui il dubbio e il motivo dell’articolo. Solitamente si tende ad industrializzare la produzione e quindi a standardizzare gusto e appiattire annate sullo standard del prodotto, cosa che può migliorare annate storte ma anche peggiorare annate super.

Riassumento: con il piccolo si rischia di più per variabilità in bottiglia e quindi si ha meno affidabilità ma si può anche trovare, in annate grandiose, delle vere perle che esprimono molta più genuinità del grande produttore. Con il grande produttore si rischia di bere un vino più standardizzato e sicuramente più caro, ma nel mondo l’affidabilità si paga.

Esistono vie di mezzo? Forse si ed è quello che cerchiamo ogni volta. Sperimentiamo nuove cantine, a volte va bene altre va male, ma in fondo, non è questo è il bello della passione vino?

Con questo articolo non vogliamo dire che ci sia una correlazione diretta tra dimensione aziendale e bontà del prodotto. Il vino è si fatto dall’uomo, ma anche e soprattutto dalla terra. Chi possiede i migliori appezzamenti ha la materia prima più pregiata sulla quale lavorare e quindi parte da una qualità superiore per forza di cose. Piccolo o grande (economicamente) che sia.

Piccoli produttori o Grandi produttori di Fama? on gennaio 12, 2015 rated 2.6 of 5
ultima modifica: 2015-01-12T08:44:35+00:00

2 Comments

  1. cerro79 ha detto:

    La variabilità tra bottiglie della stessa annata è il vero problema dei piccoli produttori.

  2. Demian ha detto:

    Secondo me si tratta anche di prezzo delle bottiglie. Finché si riesce a comprare buoni o ottimi vini a costi contenuti si può azzardare di più. Certo che se il vino costa tanto e c’è variabilità forse conviene pensarci un attimo..

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