Sorgente del vino Live 2015 a Piacenza
aprile 4, 2015

Il mercato del vino a Piacenza

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Sabato 29 novembre una nostra delegazione è stata a Piacenza per la Fiera della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI). Erano presenti diverse cantine da tutte le regioni italiane e anche un paio dalla Francia. In tutto ben 259 produttori! In seguito un rapido resoconto delle degustazioni più interessanti che abbiamo fatto.

Ecco le cantine più interessanti passate al setaccio dai nostri degustatori.

Manincor: Ci siamo fermati quasi per caso, non conoscendo la cantina pur abbastanza rinomata. Ci ha colpito subito la cordiale accoglienza e competenza del padrone di casa, il titolare della cantina in persona Conte Michael Goëss-Enzenberg. Già questo non è un dettaglio da poco, troppe volte al posto dei veri produttori si trovano dei venditori con scarsissime competenze sul prodotto. Parliamo di una azienda biodinamica, cosa molto gradita dai nostri degustatori, e il Conte ci ha raccontato un sacco di dettagli molto interessanti sulla produzione.
Siamo partiti subito presi dalla voglia di “avvinarci” la bocca con il Lago di Caldaro Kalterersee Keil (schiava). Una schiava davvero super, fruttosa fresca e picevolissima. Ciliege e mandorle tostate su tutto. Vista la qualità ci siamo soffermati di più ovviamente assaggiando anche il resto dei rossi presenti in fiera, tranne il Lagrein purtroppo, del quale abbiamo solo immaginato lo spessore nel blend Réserve del Conte (circa Lagrein 35 %, Merlot 40 %, Cabernet 25 %). Un vino piacione, di grandissima beva ma anche complesso, frutti rossi piccoli, pepe e spezie ed un bel tannino. Si sente tutta la fruttosità del Lagrein. Per concludere abbiamo bevuto un altro blend più classico, il Cassiano (circa Merlot 50 %, Cabernet Franc 40 %, Tempranillo 6 %, Syrah 4 %) profumi di ciliege stramature, sentori di liquirizia ed erbe aromatiche, davvero interessantissimo. In ultimo il Conte ci ha raccontato con grande orgoglio che le botti vengono prodotte con il legno delle sue foreste e che viene lasciato riposare per anni per evitare che sia troppo invadente. E direi che ci ha convinto al 100%.

Le Piane: Grande produttore che conosciamo per il Boca fantastico degustato a questo link. Anche in questo caso siamo stati accolti davvero con grande gentilezza e abbiamo parlato con i titolari in persona. Siamo partiti dal vino che loro stessi definiscono giornaliero il Maggiorina. Un vino che ci ha colpito per la florealità, mineralità e la freschezza e per il fatto che sia prodotto da un insieme di varietà (comprese alcune a bacca bianca) che crescono in vigneti secolari con impianti altrettanto storici chiamati appunto a maggiorina (tra le varietà principali Croatina, Vespolina, Uva rara, Nebbiolo e altre varietà autoctone). Abbiamo bevuto il Mimmo, un Boca con aggiunta del 30% di Croatina. Un vino già più complesso e in cui le note floreali la fanno da padrone. Ottimo vino quotidiano. In seguito abbiamo avuto il piacere di poter fare una mini verticale 2007, 2009 e 2010 di Boca. Un vino davvero eccellente con la punta di massima espressione nel 2007 evoluto e complesso, e un piacevolissimo e fruttato 2009. Il 2010 è quello che anche per questioni anagrafiche è risultato quello più “semplice”, ma stiamo parlando di un grande prodotto.

Per chiudere una Croatina, Le Piane, davvero interessante, molto speziata. E chi pensava di poter bere una Croatina tanto potente? Fin da subito da l’idea di essere un vino concentrato e spesso, presentando aromi di bacche e frutto maturo. In bocca ha davvero un gran corpo, considerando che è stato bevuto dopo un campione come il Boca.
I produttori di Le Piane non hanno paura a lasciar invecchiare i loro vini ben oltre i disciplinari e ben oltre quello che ci si aspetta per una fascia di prezzo e tipologia di vino “da tavola”. Loro stessi ci hanno detto che se il vino non è pronto aspetta ancora in cantina fino a quando non lo sarà.

Zimè: Un grandissimo della zona della Valpollicella. Come anche lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di parlare con la gentilissima figlia, che ci ha raccontato aspetti interessanti della produzione, l’andamento della vendemia 2014 (Zimè uscirà solo con il Valpollicella base) e ci ha svelato anche la parentela con il mitico Quintarelli. Di Zimè abbiamo degustato tutto quello che presentava in fiera ad eccezione del Metodo Classico. La qualità è davvero altissima ma per questioni di spazio parliamo solo di quello che ci ha stupito di più, e nel dettaglio del Valpolicella Classico Superiore  e dell’ Oseleta. Il primo fruttato e piacevolissimo, un ripasso a tutti gli effetti con note di ciliegia matura, marasca e prugne secche oltre a datteri. Il secondo a nostro avviso un vino eccellente e estremamente tipico. Tannini fantastici, spessore e corpo da grandissimo vino. Sentori di sottobosco come mirtillo, ribes, more. Potente!

Speri: Produttore molto famoso della valpollicella, del quale abbiamo degustato l’Amarone Monte Sant’ Urbano nella degustazione a questo link. Abbiamo apprezzato molto il Valpollicella Ripasso  Monte Sant’ Urbano, spesso e corposo con sentori di marmellata di ciliegia e spezie in chiusura. Ottimo davvero e non molto distante dall’Amarone Monte Sant’ Urbano ma con un prezzo decisamente inferiore.

Armosa: Anche in questo caso abbiamo parlato con i due produttori che ci hanno raccontato le scelte di vinificazione dei loro Nero d’Avola. Le etichette degustate sono state le Siclys, nero d’avola base e il Curma che sarebbe la riserva. Per tutte e due le etichette siamo stati piacevolmente impressionati dalla complessità e dalla struttura armonica del vino.  Anche per questi produttori la permanenza in cantina delle bottiglie non è un problema dato che stanno commercializzando ora l’annata 2009!

AR.PE.PE.: Qui abbiamo assaggiato quattro Nebbioli di Valtellina superiori provenienti da due cru. Due vini base e due riserve. È stato come fare due mini verticali, prima con il Grumello 2010 e il Grumello riserva 2005 e poi con il Sassella 2010 e il Sassella Rocce Rosse riserva 2002.  Nebbioli di altissima qualità! Vini molto fini ed eleganti. In entrambi i casi si poteva capire come evolve il Nebbiolo nel tempo. Incredibile vino il Sassella Rocce Rosse 2002 con note ematiche molto fini, sia a naso che in bocca.

Barbaglia: Per concludere questa interessantissima esperienza ci siano fermati  da Silvia Barbaglia (cantina prima conosciuta con il nome Antico Borgo dei Cavalli). Siamo a Cavallirio, nord Piemonte, e la produzione di vini è di qualità e tutta incentrata sui vitigni autoctoni. Qui le etichette che ci hanno piú entusiasmato. Lucino 2012, vino ottenuto dall’erbaluce, molto profumato. Minerale e persistente. Nebbiolo Il Silente 2009. Molto tipico, incentrato su aromi floreali e fruttati, è ancora giovane. Gran tannino! Vespolina Ledi 2010. Naso tutto vespolina! Note pepate e poi frutta. In bocca grande armonia e tannino fine. Boca 2009 e 2010. Entrambi grandi vini con potenziale di invecchiamento. Per ora dominano la frutta e le spezie. Poi note minerali. Vini ancora giovanissimi, ma con già un bel equilibrio e finezza. Armonici e persistenti.

 

Il mercato del vino a Piacenza written by divin average rating 5/5 - 1 user reviews
ultima modifica: 2014-12-11T10:35:59+00:00

1 Comment

  1. Demian ha detto:
    Gran giornata!Una bellissima manifestazione! Aver la possibilità di conoscere e parlare con i vari produttori è sempre un'esperienza molto interessante e istruttiva. Oltre che poter acquistare in loco i vari vini appena assaggiati. Inoltre penso che sia molto importante il rapporto di conoscenza che si può instaurare fra vignaiolo e consumatore finale.

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