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Degustazione verticale Il Blu di Brancaia

In questa degustazione verticale non ci è andata bene come al solito purtoppo. L’etichetta è Il Blu di Brancaia, un “Supertuscan” di Radda in Chianti, prodotto con una prevalenza di Sangiovese, poi Merlot ed una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon. Solo una bottiglia si è dimostrata in vera forma, una quasi, mentre le altre due erano pressochè imbevibili. Entriamo nel dettaglio.

Il Blu 2000 di Brancaia. Che bomba! Granato quasi impenetrabile, si apre intenso e molto fruttato, ma è un fruttato con tantissime sfumature, che spaziano dalla mineralità alla speziatura, con l’aggiunta di note eteree e agrumate. Erbaceo essicato. Molto elegante e intrigante. Al palato è una bomba, grande piacevolezza per questo vino, figlio di un’annata calda che l’ha un po’ concentrato. Ricco e gustoso, corposo e avvolgente, con una bellissima struttura. C’è freschezza e tantissima sapidità, è quasi salato. Tannino ben presente e setoso. Grande armonia, torna tutto, e lunga persistenza. Al riassaggio si conferma in tutto, grande al naso, molto carico, esce bene anche tanta balsamicità ed erbe aromatiche. Inchiostro e intensa mineralità, grafite. In bocca stessa cosa, un vinone, che nella giusta annata, sa regalare sensazioni incredibili!
1998: andato, regna il dado star.
Il Blu 1996: granato di media intensità, purtroppo anche lui è in cattiva forma. Si apre su note affumicate poco piacevoli, ricorda anche i cerini. È sicuramente poco fine, ma emergono comunque sfumature interessanti. Speziatura da “cassetto della nonna” e note erbacee secche. Sfumature di caffè. In bocca non migliora, emerge anche qua una nota che ricorda il dado. Inteso e corposo, si lascia comunque bere, ma non entusiasma mai. Peccato perché la struttura c’è, soprattutto tannino, ma anche tanta freschezza. Conservata male?
Terminiamo con il 1995 che ha il colore più scarico di tutti: granato molto tenue che sfuma ai lati. Probabilmente un’annata atipica, infatti al naso è molto differente, più delicato, con tante sfumature non facili da capire. Piccoli frutti rossi che virano verso la marmellata, su sfondo speziato e balsamico. Anche frutti neri. Mineralità iodata e ferrosa. Alloro secco e cioccolato al latte. Al palato si beve alla grande. Ha una struttura di gran livello. Entra morbido e avvolgente, con un bello spessore, poi escono freschezza e sapidità a dimostrare che il vino è ancora arzillo. Ha un tannino che da una sensazione, come di bere la seta! Interessante e piacevole, ma non così fine.

Sicuramente il 2000 è grande, ma questi problemi di conservazione, o più che altro, di tenuta e capacità di invecchiamento di questo vino, non ci ha proprio convinto. Tanta tanta materia che spesso e volentieri è poi andata ad alterare le qualità del vino durante l’evoluzione. Le giovani annate promettono bene ed hanno molto potenziale (abbiamo assaggiato 2008 e 2009 recentemente). Ma i dubbi restano e forse è meglio godersele prima, magari con una bella Fiorentina.

Degustazione verticale Il Blu di Brancaia on maggio 15, 2017 rated 3.9 of 5
ultima modifica: 2017-05-15T06:05:57+00:00

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