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Degustazione di vini toscani d’eccellenza

Per questa degustazione abbiamo selezionato vini toscani di pregio e d’annata. Abbiamo colto l’occasione di festeggiare, tra gli amici del blog, con queste bottiglie di nota fama, così da trascorrere una grande serata in compagnia. Il filo conduttore, come potete immaginare è il Sangiovese. Partendo dal più giovane, un Brunello di Montalcino, per poi saltare direttamente nel Chianti Classico, con tre Supertuscan d’eccellenza. Partiremo dell’annata 2006 e torneremo, in tre step, al 1993! Le prospettive sono delle migliori, ora passiamo dalla teoria alla pratica.

Il primo vino della serata è il Brunello di Montalcino tenuta Greppo 2006 di Bondi Santi. Si presenta rubino scarico con riflessi granata. Al naso è leggermente ridotto inizialmente. Comunque si percepisce bene la frutta su sfondo minerale ematico. Una delicata speziatura e tanto sottobosco. A palato è piacevole e ben equilibrato. Fresco e sapido, con un tannino molto levigato. Ottima la persistenza. Al secondo giro si apre fruttato fresco, ribes e qualche sentore agrumato. Poi sottobosco, con note di funghi e humus. Sfumature floreali ed eteree. Tamarindo. In bocca è armonico e piacevole, con una freschezza importante. È interessante, ma ci saremmo aspettati un po’ più corpo da questo importante vino. Probabilmente il tappo non ha aiutato al naso, ma anche all’assaggio, sembri manchi qualcosa. È piacevole e persistente, ma domina la componente acida, poi arrivano la sapidità e il tannino. Non ci ha convinto.
Il secondo vino in degustazione è il Tignanello 2000 di Antinori. Veste granato carico che sfuma leggermente ai lati del bicchiere. Al naso è intenso ed elegante. Note fruttate di prugna e frutti di bosco disidratati, aprono la strada ad una bella speziatura e tante erbe aromatiche, alloro soprattutto. Poi note di fiori secchi e tabacco. Al palato entra intenso e corposo, a dimostrare la sua giovane età, altro che 16 anni! Ha ancora una freschezza e un tannino potente. Ricco e sapido, di lunga persistenza. Al riassaggio si conferma un vinone. Oltre agli aromi già citati, esce bene una nota di chinotto, poi marmellata di frutta nera. Lieve caffè e  tanto sottobosco, funghi secchi. Erbaceo secco e spezie fini. Al palato è migliorato, è ricco e elegante, avvolgente e equilibrato. Ha tanto da dire, con tutte le sensazioni di grande livello e ben bilanciate. Armonico e di lunghissima persistenza, torna un po’ tutto.
Passiamo alla terza bottiglia: Flaccianello della Pieve 1998 di Fontodi. Si presenta granato molto scarico, quasi aranciato ai lati. Al naso è molto elegante. Parte molto minerale, poi tanto erbaceo secco e erbe aromatiche. Note balsamiche e di marmellata di ciliegie. Speziatura fine e cioccolato bianco. In bocca è buonissimo, ricco e corposo, di grande avvolgenza. Armonico, torna un po’ tutto. Lunghissima la persistenza, con ritorno di erbe aromatiche e salino. Al secondo giro si dimostra un vino evoluto ed in grande forma. Note minerali di grafite e pietrisco. Tante erbe aromatiche, timo e alloro. Spezie, bastone di liquerizia e frutta disidratata. Lieve pellame e frutta cotta. In bocca è gustosissimo. Ricco e avvolgente, morbido e persistente. Ha ancora una bella freschezza, accompagnata da una componente sapida molto intensa e un tannino molto levigato. Un cavallo di razza, un Sangiovese di grande carattere, con una persistenza incredibile.
Concludiamo con il Fontalloro 1993 cantina Felsina. Si presenta con il colore più intenso di tutti, granato cupo che sfuma ai lati. Ha profumi fini e eleganti. Marmellata di frutti di bosco e tabacco. Tanta mineralità e caramelle rabarbaro a seguire. Erbe aromatiche e note balsamiche mentolate. Caffè.  Al palato è molto buono, entra morbido, ma poi esce tutto la sua grande struttura, a dimostrare ulteriore potenzialità di invecchiamento. Corposo e avvolgente, con tutte le sensazioni ancora potenti, soprattutto il tannino. Lunga la persistenza con ritorno speziato e sapido. Al riassaggio si conferma in tutto. È grande al naso, complesso e elegante, ha tantissime sfumature. Da aggiungere, oltre ai sentori già descritti, cenere e mentolo. Cuoio, speziatura fine, cipria e pepe, e marmellata di ciliegie. Anche al palato, ha grande struttura, morbido e gustoso, di lunga persistenza. Grande armonia, torna un po’ tutto. Tornano tanto la speziatura e la frutta disidratata, poi tanta sapidità. Grande bottiglia in grande annata.

Una degustazione d’eccellenza! Se chiudiamo un occhio sul Brunello di Montalcino, con evidenti problemi dati dal tappo, ma comunque bevibile. Gli altri vini sono incredibili, buonissimi e di grande carattere. Il Tignanello si è dimostrato in gran forma, potente ed elegante, qui il Sangiovese aiutato dal Cabernet (15% Sauvignon e 5% Franc) da il meglio di sè e arricchisce il vino di altri aromi e struttura. Da notare il colore di questo 16ene, ancora di un rubino pieno con una leggerissima sfumatura granata ai bordi più esterni del bicchiere. Evolverà ancora per molto. Entusiasmanti anche i due Sangiovese in purezza. Il Flaccianello elegantissimo e super sapido, il Fontalloro, più intenso e corposo, ma di pari eleganza. Se dovessimo scegliere un vincitore, a fatica la scelta ricadrebbe su quest’ultimo, è un ’93 e a noi i vini ben invecchiati piacciono molto. Sarebbe interessante un confronto orizzontale perchè sicuramente i “giovani” in batteria sappiamo poter evolvere alla grande. Viva la Toscana e il Sangiovese!

Degustazione di vini toscani d’eccellenza on Maggio 14, 2016 rated 4.4 of 5
ultima modifica: 2016-05-14T20:06:29+00:00

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