Live Wine 2015 a Milano
aprile 25, 2015

Domenica 13 Settembre una nostra delegazione ha partecipato a “Bottiglie Aperte 2015“. Una bella manifestazione dedicata al buon vino presso il museo della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci di Milano. Un’occasione imperdibile per poter assaggiare vini di grande qualità e fama. Erano presenti un centinaio di cantine provenienti da tutta Italia, per un totale di oltre 400 etichette. Vediamo un po’ cosa abbiamo trovato di interessante.

bott aperte panor

Firriato: qui abbiamo assaggiato una selezione di etichette prodotte da vitigni autoctoni di Sicilia. Partendo da uno spumante metodo classico, il Gaudensius, un brut ottenuto da uve Nerello Mascalese sulle pendici dell’Etna. Fresco, minerale e fragrante, viene fatto rifermentare in grotte scavate nella roccia vulcanica. Molto buoni i Favinia La Muciara 2013 e l’Etna bianco Cavanera Ripa di Scociavacca 2013. Il primo è un bianco biologico prodotto sull’isola di Favignana da uve Grillo, Catarratto e Zibibbo, sapido e di buona struttura. Profumato e persistente. Il secondo, ottenuto da uve Carricante e Catarratto, floreale e con leggere note fruttate ed erbacee, è sapido e molto piacevole al palato, di grande beva.
Livio Felluga: semplice e molto fruttato il Pinot Grigio 2014, in bocca scorre via bene. Di un’altra stoffa il bianco Abbazia di Rosazzo 2013. Complesso e fine, è un vino di carattere. Grande struttura e mineralità. Sicuramente può invecchiare parecchi anni.
Piccole cantine italiane: un piccolo consorzio che raggruppa alcune piccole cantine di tutta Italia. Qui abbiamo provato due vini molto buoni e interessanti. Conte Lucio 2010 La Bella Notte, un Pinot Grigio del Friuli veramente ottimo. Ottenuto tramite una breve macerazione sulle bucce e un lungo affinamento in bottiglia. Un orange wine abbastanza complesso che si esprime bene sia a naso, che al palato. Ben strutturato e fresco. Poi il Kappa 2013 Fattoria Kappa, un rosso toscano di buona struttura ottenuto dalla vinificazione di ben sette vitigni differenti, tra cui il Teroldego. Giovane, ma già piacevole e abbastanza equilibrato.

felluga russiz
Marco Felluga e Russiz Superiore: semplice e sapido il Pinot Grigio Mongris 2014, mentre è fine ed elegante il Sauvignon 2014 di Russiz. Fresco e di ottima beva. Ci ha colpito il Collio bianco Molamatta 2013 di Felluga. Ha profumi abbastanza complessi, fruttato e balsamico, con delle note di nocciola. Ben strutturato e già piuttosto equilibrato, è persistente e invoglia a berne subito un altro sorso. Il Russiz Collio Col Disore 2012 profuma di frutta matura, fiori e fieno. Già molto piacevole e abbastanza equilibrato, sicuramente evolverà bene con qualche anno di bottiglia.
Cantine della volta: cantina Emiliana dove abbiamo assaggiato un buonissimo Lambrusco Rosé di Modena spumante Brut Metodo Classico 2010. È un Lambrusco di Sorbara che fa 36 mesi di rifermentazione in bottiglia. Si esprime con tanta frutta fresca e grande beva. Al palato è fresco e sapido, dal gusto ricco. Una buona struttura e un’effervescenza finissima, ne esaltano la persistenza. Interessante è il Lambrusco di Sorbara Rimosso 2014, un vino rosso, frizzante, secco, ottenuto dalla fermentazione naturale in bottiglia, in presenza dei propri lieviti. Si presenta quindi con un naturale colore velato. Floreale e fruttato, è un ottimo vino per le caldi estate. Fresco e persistente.
Umani Ronchi: qui abbiamo confrontato due vini bianchi della stessa tipologia. Prima il Verdicchio dei Castelli di Jesi Casal di Serra 2013, profumato e piacevole. Tanta florealità, frutta esotica e sfumature vegetali. Buon corpo e mineralità. Il secondo è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Plenio riserva 2012. A naso si percepiscono le note del legno date dall’affinamento rispetto al precedente. In bocca è corposo e avvolgente. Ben strutturato e fresco, è un vino che potrà sicuramente invecchiare a lungo.
Petrolo: le tre etichette presentate sono tutte dell’annata 2012. Partiamo dal più pronto dei tre, il Boggina, un Sangiovese in purezza che affina in tonneau. Vino di buon corpo e carattere, dove si esaltano gli aromi fruttati. Il secondo è il Torrione, sempre un Sangiovese, ma che proviene da un altro vigneto ed ha una resa bassissima (mezzo kg di uva per ceppo). Ha profumi più complessi con spezie ed erbe aromatiche, mentre in bocca dominano ancora in parte le durezze. Di ottima struttura e spessore. Il terzo è il Galatrona, un Merlot in purezza, anch’esso con un resa bassissima, uguale al Torrione, mezzo chilo per pianta. Affinato in Barriques nuove, si esprime intenso ed elegante. Frutta surmatura e spezie fini. Cioccolato fondente e note erbacee secche. Anche al palato è potente e molto ricco. Si sente ancora la vena giovane, ma è già buonissimo ed abbastanza equilibrato. Lungo il ricordo che lascia di sé.
Casanova di Neri: da questa famosa cantina di Montalcino, abbiamo avuto il piacere di degustare un rosso base e due Brunelli in anteprima, annata 2011. Il Rosso di Montalcino 2013 è buono e piacione. Naso di frutta dolce e morbido al palato, con un tannino finissimo. Il Brunello di Montalcino è già un signor vino. Si esprime su note di viola e frutta matura. Spezie e tabacco. In bocca è fresco ed elegante, con un tannino poderoso, ma ben integrato. Minerale e persistente. Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova è ancora più fine e complesso. Frutta e note balsamiche. Spezie fini e tanta mineralità, con grafite e ricordi ematici. Al palato grande armonia ed struttura. Brunello giovane, ma già ampio e ben equilibrato. Bel ritorno di tutte le sensazioni, soprattutto frutta e mineralità. Ottima persistenza.
Fattoria di Magliano: restiamo in Toscana dove abbiamo assaggiato il Sinarra 2012, un Sangiovese che matura in acciaio. Pronto, fruttato con un bel tannino e un ritorno di spezie. Il Perenzo 2011 è intenso con tanta frutta e spezie di sfondo. Al palato è fresco, con un tannino deciso e un corpo abbastanza equilibrato e persistente. Concludiamo con il Poggio Bestiale 2012, un taglio bordolese molto interessante. È il più intenso e complesso, con note fruttate e leggermente erbacee, poi sfumature speziate. Corposo, con un tannino potente, ma ben integrato, ha una lunga persistenza.

castello del terriccio
Castello del Terriccio: tutti i vini che abbiamo degustato sono figli dell’annata 2009. Partendo dal Castello del Terriccio, il più “Semplice” della batteria, ma molto buono. Profuma di frutta matura e spezie e al palato è fresco, con un bel tannino e un ritorno di note erbacee. Il Tassinaia si esprime con aromi che tendono al fruttato dolce, poi erbe aromatiche e spezie. Balsamico. Al palato è elegante e molto e piacevole. Morbido e persistente. Concludiamo con il Lupicaia. Ha profumi caldi fruttati, di grandissima mineralità, con note ematiche. Al palato si esprime con un grande corpo e tanta mineralità. Di grande beva e persistenza. Armonico con un bel ritorno degli aromi percepiti a naso.

collemassari
Collemassari-Grattamacco: in questa famosa cantina di Castagneto Carducci abbiamo assaggiato le quattro etichette della foto qua sopra. Ci sono piaciuti tutti e con l’aiuto della sommelier che li serviva, li abbiamo degustati nel giusto ordine, cioè dal più pronto e “facile” concludendo con il più strutturato e intenso. Siamo partiti dal Bolgheri Rosso 2013. Profumi di frutta e spezie dolci. Di buon corpo, ma non invadente, si lascia bere bene. Poi il Bolgheri Superiore Grattamacco 2012. Profumi intensi fruttati e di macchia mediterranea. Spezie e leggero tabacco. In bocca è armonico e di buon corpo. Gran tannino e buona persistenza. In divenire. Terzo vino il Collemassari Montecucco Rosso Riserva 2012. Anche se l’annata è la stessa del precedente, si presenta poco più evoluto. Profumi di frutta surmatura su sfondo di spezie fini. Escono bene note balsamiche. In bocca ha un ottimo impatto. Torna tanta frutta. Corposo con un tannino potente, abbastanza integrato, ma che necessita di smussarsi ancora un po’. Per ultimo abbiamo lasciato il Montecucco Sangiovese Riserva Poggio Lambrone 2011. Ha aromi intensi fruttati, quasi marmellata. Poi tabacco ed erbe aromatiche. Leggera speziatura nel finale. Al palato si conferma un ottimo vino, corposo e persistente. Grande tannino e viva freschezza ci fanno capire che può invecchiare a lungo. Questi due vini della DOC Montecucco ci hanno ben impressionato, cercheremo di degustarne di invecchiati.
È stato bello degustare nei chiostri del museo. La giornata piovosa ha dato un non so che di scenografico alla manifestazione, ben organizzata e con un punto di ristoro con salumi toscani. Siamo riusciti ad assaggiare vini che non sempre si trovano ai banchi d’assaggio. Vini di grande qualità e fama. Ci siamo soffermati soprattutto sulla Toscana in quanto la scelta di cantine era ampia e l’elevata qualità dei campioni assaggiati ci ha ben ripagato della scelta fatta. Un’esperienza da ripetere sicuramente!

Bottiglie Aperte 2015 on ottobre 1, 2015 rated 4.0 of 5
ultima modifica: 2015-10-01T17:24:52+00:00

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